C’è qualcosa di personale. Casey Stoner non è sereno quando parla di Valentino Rossi, e si vede. La sua mancanza di stima è palese, il suo fare è sprezzante. Ogni occasione è buona per mandargli a dire, ma anche per sputargli in faccia, quello che pensa di lui. Come se oggi che Rossi è in difficoltà con la Ducati, fosse arrivato il momento di pareggiare vecchi conti in sospeso, di fargli pagare torti subiti in passato. Primo fra tutti (sempre che ce ne siano stati altri) il sorpasso di Laguna Seca al Cavatappi nel 2008, che destabilizzò Casey, caduto in errore pochi giri dopo e poi, a più riprese, anche nelle gare successive, così da perdere la sfida.
Rossi a Jerez ha sbagliato, è sacrosanto, e chi ha pagato più caro il suo errore è stato Stoner, così la rabbia dell’australiano ci sta tutta. Però quando Valentino è andato a scusarsi nel suo box a fine gara (con il casco in testa, sarebbe stato più elegante se lo avesse tolto, prima di entrare) Casey lo ha accolto con un sorriso sarcastico e parole durissime: «La tua ambizione è più forte del tuo talento».
I problemi alla spalla che hanno rallentato Pedrosa e l’orgoglio di Lorenzo, che non si è lasciato sfuggire l’occasione di andare a prendersi il secondo posto superando il connazionale, hanno compresso l’effetto di una notte che per la Honda poteva essere ancora più soddisfacente.
Il vice presidente della HRC voleva l’intero podio e non ne ha fatto mistero, invece Dovizioso è rimasto giù, frenato da un inizio gara un po’
contratto che lo ha condannato a lottare con Simoncelli per il quarto posto.
Tre giorni di test, tre giorni di dominio per Casey Stoner e la Honda RC212V. L’australiano lascia la Malesia con la consapevolezza che, almeno a Sepang, è il numero uno indiscusso della MotoGP. E considerando che i prossimi test si terranno in Qatar (il 13 e 14 marzo) altra pista dove l’australiano è sempre stato un fulmine, facile immaginare quale possa essere il suo stato d’animo.
Valentino Rossi ha clamorosamente sbagliato?
Casey Stoner ha fatto la scelta giusta?
Jorge Lorenzo alla fine li fregherà tutti e due?
A Valencia, dopo due giorni di prove in versione 2011, è stato inevitabile porsi anche queste domande, che sono tutte azzardate ma anche affascinanti. Non c’è ancora una risposta certa per nessuna delle tre domande, quindi non bisogna avere fretta nel giudicare.
Certo, Rossi che gira sui tempi di Karel Abraham (a pari moto) è un dato che lascia stupiti, così come è chiaro che il debutto “italiano” abbia deluso. Ma sia Valentino che gli uomini della Ducati sono apparsi molto tranquilli: questa due giorni di prove serviva solo
Scrivevo qualche giorno fa che la MotoGP avrebbe bisogno di uno scossone, che potrebbe darle solo la decisione di uno dei “Fantastici 4″ in scadenza di contratto di lasciare la attuale squadra per sposare una nuova causa.
Ebbene, lo scossone è arrivato, o quantomeno in arrivo. Casey Stoner, campione del mondo 2007, da quattro anni bandiera Ducati, ha in mano un’offerta della Honda cui deve solo rispondere sì. Tre anni di contratto con la Casa costruttrice numero uno al mondo.
La cosa più sorprendente del GP Qatar? Che Stoner abbia preso in ridere un suo errore.
Il “vecchio” Casey non lo avrebbe fatto. Sarebbe scappato via a testa bassa, senza parlare con nessuno.
Altro che sorrisi e mea culpa.
Cadere non è un reato, ci può stare. Non fare drammi è la cosa migliore. Il campionato è lungo.
Ci siamo. È il momento della verità. Finalmente domenica sera vedremo i veri valori in campo della MotoGP 2010. Losail è la pista di Stoner, ma Valentino, da parte sua, ha il quasi dominio dei test invernali. Rossi o Stoner? Comunque vadano le cose i commenti saranno sempre i soliti. Nel caso di vittoria del Dottore si sentirà dire: “certo, è il più forte… ha dominato nei test”; nel caso invece del ducatista, il commento sarà: “certo, ha vinto perché quella del Qatar è la sua pista”. Comunque vada a finire sono certo che, salvo colpi di sorpresa, tra Rossi e Stoner ci sarà un gran duello in pista.
La MotoGP ha utilizzato 4 dei 6 giorni di prove invernali. Ritornando dalla Malesia, dopo la seconda sessione prevista prima dell’inizio del campionato, mi sono ritrovato a riflettere su un dato: in quattro giornate complessive di lavoro, Casey Stoner non è mai stato una sola volta davanti a Valentino Rossi. Quindi siamo di fronte ad un fatto inedito perché l’australiano di solito è il più veloce in questi casi, e lo è sempre dai primissimi giri.
A Madonna di Campiglio, durante Wrooom 2010, ormai consueta celebrazione delle rosse italiane prima del via dei mondiali MotoGP e F1, Casey Stoner, uscendo da un rifugio di montagna, è stato riconosciuto da alcuni tifosi di Valentino che immediatamente hanno intonato cori pro-Rossi. A questo punto mi chiedo: ma dov’è finita la passione per le moto?

Incredibile ma vero, a Donington i big della MotoGP hanno steccato tutti insieme. Quattro su quattro. Una coincidenza più unica che rara. E Andrea Dovizioso si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. È stato bravo a prendere qualche rischio nei primi giri per stare con i primi, intelligente a mettersi nella scia di Rossi, freddo nel gestire il ritorno di Edwards e De Puniet. La prima vittoria in MotoGP se l’è meritata tutta.
Rossi e Lorenzo hanno fatto autocritica per le cadute, Pedrosa ha spiegato a bassa voce i motivi della sua mancanza di incisività, Stoner ha difeso la sua scelta. Quella di partire con gomme “rain” su pista asciutta. O quasi. Non un azzardo ma una colossale sciocchezza. Perché un pilota che si gioca il mondiale in una situazione come quella di Donington ha il dovere di fare la stessa scelta dei suoi diretti avversari. Casey voleva una gara bagnata, ha preteso le “rain” e pregato che piovesse forte. Ma dal cielo è caduta solo qualche goccia.
Ora ci vorrebbe un bel bagno di umiltà.
Stefano Saragoni