Non posso dire di provare una simpatia epidermica per Jorge Lorenzo, di conseguenza mi riesce difficile apprezzarlo mentre sdottora sul come Marco Simoncelli non abbia imparato niente dalla polemica sulla sua presunta pericolosità che il campione del mondo ha scatenato quando non ce n’era motivo. E non si rende più simpatico quando aggiunge che così stando le cose non può provare rispetto per lui fino a quando non si comporterà nel modo giusto, ovvero eviterà di finirgli tra i piedi (e le ruote). Unicamente così potrà, un giorno, fargli forse cambiare idea.
Tuttavia mi vedo costretto a dar ragione a Lorenzo quando dice che una gara dura un tot di giri e che non c’è bisogno di provare a deciderla nelle prime curve. Tanto più se le condizioni della pista sono molto ma molto insidiose, e le gomme che oggi equipaggiano le MotoGP sono dure come il legno e non vanno in temperatura a morire. Superando Lorenzo alla prima curva a sinistra del GP Olanda, Simoncelli non ha commesso un reato, non ha fatto una scorrettezza, ma qualcosa deve pure avere sbagliato, se la sua gara (e quella di Jorge, che si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato) è finita come è finita.
Voglio pensare che le minacce di morte a Marco Simoncelli non fossero che il delirio di un imbecille, al quale si è dato necessariamente peso perché è sempre meglio essere troppo prudenti che poco. L’imbecille si sarà sentito appagato sapendo di aver fatto passare giorni (e notti) di ansia alla famiglia di Simoncelli, e di avere messo in allarme perfino l’Interpol.
L’inatteso stop di Nakano ha messo l’Aprilia nella condizione di dover trovare in fretta e furia un sostituto del giapponese per il round SBK di Imola. La Casa di Noale non può certo rinunciare a schierare due moto proprio in Italia e i piloti del “gruppo” sono tanti che uno interessato a misurarsi in Superbike non era difficile trovarlo. La scelta è caduta sul migliore, Marco Simoncelli, che già in inverno aveva manifestato l’interesse a correre una gara del Mondiale SBK.