Ducati non ha aspettato il meeting della prossima settimana in Germania, lascerà il mondiale Superbike anche se verrà accettata la richiesta di togliere gli air restrictor alla 1198. La palla passa ai team privati, quello ufficiale chiude i battenti. Tornerà forse nel 2012, con una moto tutta nuova. Forse. Intanto se ne va.
Valentino Rossi ha un bel modo di dire le cose. Il suo addio alla Yamaha si chiude così:
«anche le più belle storie d’amore finiscono, ma ti lasciano un sacco di bei ricordi, come quel bacio
che ci siamo dati sull’erba di Welkom (GP Sudafrica 2004), dove lei mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto “ti amo”».
Più facile amare una moto che le persone che le ruotano intorno, verrebbe da dire, visto che l’addio dopo anni di successi
si sta consumando tra le inevitabili tensioni che accompagnano la separazione.
Sembra che Biaggi e Aprilia siano arrivati all’intesa che porterà Max a correre con la moto italiana fino all’alba dei 41 anni.
Il rinnovo era inevitabile. La scelta più logica visto come sta andando il Mondiale Superbike. La firma non c’è ancora, ma quando si trova l’accordo…
Quotidiani del lunedì, celebrazione collettiva del ritorno di Valentino Rossi e del suo quarto posto nel GP Germania quaranta giorni dopo il brutto incidente del Mugello. Meraviglia, sorpresa generale.
Aveva detto di volersi prendere il tempo necessario per guarire bene.
Di non avere fretta di tornare, perché tanto, perdendo 4 GP, anche il campionato è perduto. Lo ha detto a caldo, Valentino Rossi, subito dopo il brutto infortunio del Mugello. Poi non ha più parlato.
Non con la stampa, non con il mondo. Ma ha cominciato a pensare che voleva stringere i tempi.
Perché la moto gli manca e guardare gli altri correre non gli piace per niente. Figurarsi poi vedere Lorenzo vincere facile, fare scenette e proclami…

Mando un abbraccio a Valentino Rossi, certo che saprà superare questo brutto momento e tornare forte quanto prima. Rossi voleva essere protagonista al Mugello nonostante una spalla messa male ed invece rinuncerà al GP Italia e chissà a quante altre gare. Peccato. Dopo 3 soli GP il mondiale 2010 perde il suo numero 1 e la bella sfida con Lorenzo.
Ora vedremo se lo spagnolo troverà altri avversari capaci di contendergli il titolo con la stessa tenacia. Certo è che senza Rossi la MotoGP non sarà la stessa cosa. Forse se ne accorgeranno anche quelli che non lo hanno mai digerito. O forse no. Troppo accecati dal loro essere ostinatamente contro.
Stefano Saragoni

Sparare sulla MotoGP, per il direttore di una testata (cartacea e web) che si occupa di sport motociclistico è sicuramente darsi la zappa sui piedi. Però, in tutta onestà, questa MotoGP non mi appassiona e mi preoccupa.

Al di là del numero di telespettatori, sempre bello sostanzioso, mi pare proprio che la MotoGP viva un momento di “stanca”. Ed abbia bisogno di uno scossone che risvegli la passione. Fortuna vuole che le condizioni ci siano, per scompigliare le carte. I contratti in scadenza dei 4 big della categoria sono quel che ci vuole: il presupposto necessario per il cambiamento.
Ci siamo. È il momento della verità. Finalmente domenica sera vedremo i veri valori in campo della MotoGP 2010. Losail è la pista di Stoner, ma Valentino, da parte sua, ha il quasi dominio dei test invernali. Rossi o Stoner? Comunque vadano le cose i commenti saranno sempre i soliti. Nel caso di vittoria del Dottore si sentirà dire: “certo, è il più forte… ha dominato nei test”; nel caso invece del ducatista, il commento sarà: “certo, ha vinto perché quella del Qatar è la sua pista”. Comunque vada a finire sono certo che, salvo colpi di sorpresa, tra Rossi e Stoner ci sarà un gran duello in pista.

Per una fortunata “congiunzione astrale”, che vuole in contemporanea scadenza a fine campionato del contratto di tutti e 4 i big della MotoGP, i Costruttori impegnati in MotoGP giocheranno su due fronti:
in pista per aggiudicarsi il titolo 2010 e lontano da occhi indiscreti per accaparrarsi il pilota che offra garanzie di successo per il futuro.