La Honda ha provato, il lunedì seguente il GP Italia, alcune modifiche apportate alla RCV ufficiali: nuovi software e un forcellone modificato per garantire maggiore stabilità nelle curve molto veloci, dove si resta piegati a lungo. Due dei suoi piloti, Stoner e Simoncelli, hanno realizzato tempi da paura. Va tutto bene, quindi.
La Yamaha invece ha lasciato il Mugello: niente prove per la 800, dopo avere annullato il primo test con la “mille”. Ma dopo avere vinto ad Assen e al Mugello, il morale è tornato alto. Insomma, la sfida continua.

Dunque la reazione è arrivata. E che reazione! Di fronte al disastro evidente, la Ducati non ha solo modificato la Desmosedici GP11, ma l’ha mandata nel museo. Almeno, quella di Valentino. Hayden userà la moto attuale fino a Laguna, poi avrà anche lui il modello nuovo. Invece i piloti “satellite” non vedranno niente se non a campionato terminato.
Quindi Valentino a partire da giovedì – primo giorno di prove del GP Olanda – porterà in pista la Desmosedici GP12, la “mille” del prossimo anno. Questa moto ha l’imbiellaggio e la parte termica modificati, per farla rientrare nella cilindrata. Per il resto, è la moto 2012 in tutto e per tutto. Quindi ha il nuovo telaio, l’inedita sospensione posteriore, il nuovissimo cambio di derivazione F1 (identico a quello che sta già usando la Honda sull’attuale 800).
Voglio pensare che le minacce di morte a Marco Simoncelli non fossero che il delirio di un imbecille, al quale si è dato necessariamente peso perché è sempre meglio essere troppo prudenti che poco. L’imbecille si sarà sentito appagato sapendo di aver fatto passare giorni (e notti) di ansia alla famiglia di Simoncelli, e di avere messo in allarme perfino l’Interpol.

Un lettore ci ha segnalato una cosa che anche noi abbiamo notato, lasciandoci un po’ perplessi. Prima di ogni gara della MotoGP proponiamo un sondaggio su chi vincerà il GP e, ogni volta, il più votato è Valentino quando (purtroppo per lui, almeno in questa prima parte della stagione) difficilmente è tra i probabili vincitori.
Questa volta il blog lo dedichiamo a Luca di Vicenza, che ci ha segnalato la cosa. Ecco la sua lettera:

Valentino Rossi è stato il primo pilota ufficiale a tornare sulla “mille”.
Lo ha fatto venerdì 8 aprile, a Jerez, dove la domenica prima si era corso il GP Spagna, percorrendo una cinquantina di giri per cercare di capire quanto più possibile della la Ducati GP12, ed indirizzare il lavoro del reparto corse. È stata proprio la volontà di avere nel 2012 una moto più adatta alle sue esigenze a spingere Rossi a tornare in Spagna. Perché se è lampante che quest’anno la corsa al titolo sarà tutta in salita, Valentino nel 2012 vorrà potesi giocare le sue carte senza dover rincorrere.
C’è qualcosa di personale. Casey Stoner non è sereno quando parla di Valentino Rossi, e si vede. La sua mancanza di stima è palese, il suo fare è sprezzante. Ogni occasione è buona per mandargli a dire, ma anche per sputargli in faccia, quello che pensa di lui. Come se oggi che Rossi è in difficoltà con la Ducati, fosse arrivato il momento di pareggiare vecchi conti in sospeso, di fargli pagare torti subiti in passato. Primo fra tutti (sempre che ce ne siano stati altri) il sorpasso di Laguna Seca al Cavatappi nel 2008, che destabilizzò Casey, caduto in errore pochi giri dopo e poi, a più riprese, anche nelle gare successive, così da perdere la sfida.
Rossi a Jerez ha sbagliato, è sacrosanto, e chi ha pagato più caro il suo errore è stato Stoner, così la rabbia dell’australiano ci sta tutta. Però quando Valentino è andato a scusarsi nel suo box a fine gara (con il casco in testa, sarebbe stato più elegante se lo avesse tolto, prima di entrare) Casey lo ha accolto con un sorriso sarcastico e parole durissime: «La tua ambizione è più forte del tuo talento».
Valentino Rossi ha clamorosamente sbagliato?
Casey Stoner ha fatto la scelta giusta?
Jorge Lorenzo alla fine li fregherà tutti e due?
A Valencia, dopo due giorni di prove in versione 2011, è stato inevitabile porsi anche queste domande, che sono tutte azzardate ma anche affascinanti. Non c’è ancora una risposta certa per nessuna delle tre domande, quindi non bisogna avere fretta nel giudicare.
Certo, Rossi che gira sui tempi di Karel Abraham (a pari moto) è un dato che lascia stupiti, così come è chiaro che il debutto “italiano” abbia deluso. Ma sia Valentino che gli uomini della Ducati sono apparsi molto tranquilli: questa due giorni di prove serviva solo
Queste tre settimane, che vedranno il Motomondiale rispettivamente in Giappone, Malesia ed Australia, saranno cruciali per Valentino Rossi. Il Dottore dice di aver ancora grossi problemi con la spalla destra infortunata con la moto da cross e solo un operazione potrebbe rimetterla in sesto.
Ducati non ha aspettato il meeting della prossima settimana in Germania, lascerà il mondiale Superbike anche se verrà accettata la richiesta di togliere gli air restrictor alla 1198. La palla passa ai team privati, quello ufficiale chiude i battenti. Tornerà forse nel 2012, con una moto tutta nuova. Forse. Intanto se ne va.
Valentino Rossi ha un bel modo di dire le cose. Il suo addio alla Yamaha si chiude così:
«anche le più belle storie d’amore finiscono, ma ti lasciano un sacco di bei ricordi, come quel bacio
che ci siamo dati sull’erba di Welkom (GP Sudafrica 2004), dove lei mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto “ti amo”».
Più facile amare una moto che le persone che le ruotano intorno, verrebbe da dire, visto che l’addio dopo anni di successi
si sta consumando tra le inevitabili tensioni che accompagnano la separazione.