Motosprint

 
 
 
 
lunedì 12 dicembre 2011
Motosprint Blog /

IL PRIMO LIMITE DELLA CRT

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Le CRT sono difficili da interpretare, anche perché ancora non si capisce quanto siano realmente indietro rispetto alla MotoGP, però si può già sollevare un problema: che senso ha permettere a un team di comprare il motore di una squadra rivale?

Facciamo un esempio. Sono ormai tutti concordi sul fatto che il motore dell’Aprilia sia il più adatto alle CRT. Infatti l’Aprilia lo vende (si dice al prezzo di 80.000 euro). Bene, se un team rivale vuole comprarlo, durante il campionato, lo può fare pagando solo 20.000 euro. Quindi che senso ha investire una simile cifra (80.000 euro) per poi vedersi “soffiare” il motore così facilmente?

Questo è il primo punto da cambiare se si vuole che le CRT abbiano uno sviluppo degno nel futuro. Quindi se si vuole che possano arrivare a competere almeno un po’ con le MotoGP, che sono lontane anni luce quanto a tecnologia e prestazioni (ma anche come costi…).

 
martedì 6 settembre 2011
Il Fatto /

Mi sentite? Storie di fischi a Misano

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Jorge Lorenzo, orgoglioso della sua prestazione da riferimento, una vittoria schiacciante e inconfutabile, l’ha definita «la mia migliore gara della stagione» concludendo in questo modo: «è stato triste vedere la gente che mi fischiava, sotto il podio. Lo hanno fatto anche al Mugello, e sempre qui lo scorso anno. Si tratta di tifosi di Valentino, ma io sono sicuro che se lui fosse stato sul podio li avrebbe zittiti: perché a lui certe cose non piacciono».

 
domenica 7 novembre 2010
Il Fatto /

MotoGP: il 2011 è già iniziato… Come?

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L’ultima gara della MotoGP del 2010 è stata probabilmente la più bella della stagione. Un anno che si chiude, un nuovo campione del mondo e tanti interrogativi. Il 2011 è già iniziato, con Rossi sulla Ducati, Stoner in sella alla Honda e un Jorge Lorenzo che, restando sulla Yamaha, una moto che conosce bene e con una squadra con la quale ha un feeling pazzesco, potrebbe riconfermarsi il re della classe regina del Motomondiale.

 
domenica 31 ottobre 2010
Il Fatto /

Lorenzo ha dato una lezione a Rossi?

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Che l’Estoril sia la pista di Jorge Lorenzo non è più certo una novità. Lo spagnolo vince infatti in Portogallo da 3 anni consecutivamente, ma la superiorità di Jorge, parlando di tempi sul giro, su Valentino Rossi, è stata davvero impressionante. Rossi dice di esser felice perché lo scorso anno ha preso 23 secondi da Lorenzo, mentre quest’anno “solo” 8,6, ma in realtà il Dottore sembra aver incassato duramente la sconfitta.

 

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Ieri, cliccando sul motore di ricerca, mi sono trovato davanti il viso d’angelo di Peter Lenz, morto a Indy a 13 anni in una gara di contorno al GP. Ho indugiato un po’ sul tasto “play” poi ho dato il via al filmato di Peter messo in rete dalla famiglia. L’ho visto sorridere, correre veloce in pista e di nuovo sorridere. L’ho visto piccolo e fragile. L’ho visto felice. Non riesco a togliermelo dalla testa, quel filmato.

 

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La già ristrettissima schiera dei piloti della MotoGP si restringe ogni giorno di più. La classe regina ha l’infermeria piena e la panchina cortissima. Perché rimpiazzare i top dei top è più impossibile che difficile.
Se l’abuso di elettronica aveva perlomeno un dato positivo certo, la quasi totale scomparsa delle cadute high side, oggi la MotoGP ha trovato nuove insidie che rendono più fragile l’equilibrio e più pesanti le conseguenze delle cadute.

 

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Sparare sulla MotoGP, per il direttore di una testata (cartacea e web) che si occupa di sport motociclistico è sicuramente darsi la zappa sui piedi. Però, in tutta onestà, questa MotoGP non mi appassiona e mi preoccupa.

 

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Domenica in Sudafrica si corre il sesto round del Mondiale Superbike.
La MotoGP, invece, complici le bizze del vulcano islandese che ha fatto posticipare a ottobre la gara giapponese, a metà maggio è ferma a miseri 2 Gran Premi. Un assaggino.
Si recupererà sciroppandosi tutta d’un fiato un’intera stagione: 16 gare in poco più di 5 mesi. Dopodiché andremo incontro a un digiuno lungo eterno, tantopiù che i test sono stati ridotti all’osso. Mi pare una bella sciocchezza, e mi chiedo perché mai la MotoGP, che fa tappa in paesi dove c’è sole e caldo quando in Europa è pieno inverno, non sia capace di diluire un po’ meglio il suo calendario. Il campionato potrebbe solo guadagnarne.

Stefano Saragoni

 

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Al di là del numero di telespettatori, sempre bello sostanzioso, mi pare proprio che la MotoGP viva un momento di “stanca”. Ed abbia bisogno di uno scossone che risvegli la passione. Fortuna vuole che le condizioni ci siano, per scompigliare le carte. I contratti in scadenza dei 4 big della categoria sono quel che ci vuole: il presupposto necessario per il cambiamento.

 
mercoledì 28 aprile 2010
A tu per tu con il direttore /

Superbike meglio della MotoGP?

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nuovoblog

La Superbike in Olanda ha dato spettacolo. E per una volta ha bucato il video.
Ascolti record per le derivate di serie, che hanno calamitato un milione e mezzo di telespettatori, con uno share del 6 per cento. Ottimo per La7.
Un giusto riconoscimento per una categoria che ai “nomi” della MotoGP contrappone l’incertezza del risultato finale e una competizione più serrata, gomito a gomito, meno cerebrale e più ruspante.