Se in Italia i piloti del Mondiale GP si divertono con altri mezzi, dalle moto da cross alle auto, in Spagna c’è ancora agitazione. Almeno nell’entourage di Jorge Lorenzo. Marco Hirsch, bizzarro personaggio, preparatore e manager di Jorge, ha lanciato strali contro il campione del mondo attraverso Cadena SER, in Spagna.

Fino a pochissimi minuti dall’inizio del via della gara della MotoGP, Casey Stoner era il grande favorito per la vittoria a Valencia. Poi il fattaccio: nel giro di ricognizione l’australiano vola a due metri d’altezza, lanciato in aria dalla sua Desmosedici. Vitto Guareschi, nuovo team manager della Ducati MotoGP, ha dichiarato: “colpa della nostra strategia di allineamento… le gomme si sono raffreddate troppo… a Nicky è andata bene, a Casey no”. Una spiegazione poco convincente, che però fa capire quanto a Borgo Panigale siano “tirati”…

Tutto è successo molto velocemente. Tutto è stato definito ieri, lunedì 24 agosto, quando Lin Jarvis (il responsabile delle attività sportive della Yamaha in Europa) ha raggiunto Jorge Lorenzo a Barcellona. È stata una sorta di bliz, che ha portato il migliore dei risultati per la squadra: la Yamaha si è assicurata infatti Lorenzo per un’altra stagione, il che comporta due vantaggi: in primo luogo, la Yamaha potrà beneficiare dei servigi del talento spagnolo, dall’altro impedisce che il pilota vada a rafforzare la concorrenza. Anche dal punto di vista del pilota, comunque, la mossa è quella giusta: Jorge può beneficiare della presenza di un pilota esperto come Valentino (impareggiabile nello sviluppo della moto) e può soprattutto restare sulla moto considerata unanimemente la migliore del momento.
Lo stop pieno di interrogativi di Stoner e la caduta di Lorenzo a Brno hanno lasciato Valentino Rossi senza avversari in grado di opporre una resistenza vera alla sua corsa verso il nono titolo iridato, il sesto dell’era MotoGP.

Stoner non corre a Brno
Casey Stoner non sarà al via della seconda parte del campionato. Almeno, non delle prime gare. Non correrà in Repubblica Ceca (il prossimo fine settimana) e probabilmente salterà anche le gare di Indianapolis e Misano. La sensazione, quindi, è che siamo di fronte ad un addio anticipato alla stagione 2009. In ogni caso, questo è l’addio alla lotta per il titolo.
Stoner ha informato il Team Ducati dall’Australia, cioè da casa sua, là dove si è rifugiato al termine del GP Gran Bretagna. Casey ha fatto sapere che le sue condizioni fisiche non sono cambiate, quindi non si sente in grado di reggere lo sforzo per tutta la durata della gara (come è avvenuto negli ultimi cinque gran premi) e vuole un ulteriore periodo di riposo.

Incredibile ma vero, a Donington i big della MotoGP hanno steccato tutti insieme. Quattro su quattro. Una coincidenza più unica che rara. E Andrea Dovizioso si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. È stato bravo a prendere qualche rischio nei primi giri per stare con i primi, intelligente a mettersi nella scia di Rossi, freddo nel gestire il ritorno di Edwards e De Puniet. La prima vittoria in MotoGP se l’è meritata tutta.
Rossi e Lorenzo hanno fatto autocritica per le cadute, Pedrosa ha spiegato a bassa voce i motivi della sua mancanza di incisività, Stoner ha difeso la sua scelta. Quella di partire con gomme “rain” su pista asciutta. O quasi. Non un azzardo ma una colossale sciocchezza. Perché un pilota che si gioca il mondiale in una situazione come quella di Donington ha il dovere di fare la stessa scelta dei suoi diretti avversari. Casey voleva una gara bagnata, ha preteso le “rain” e pregato che piovesse forte. Ma dal cielo è caduta solo qualche goccia.
Ora ci vorrebbe un bel bagno di umiltà.
Stefano Saragoni
L’idea del Mondiale Superbike d’inverno piace. Quasi il 70 per cento di quanti hanno partecipato al nostro sondaggio sono favorevoli.
Paolo Flammini, numero uno di Infront Motosport, che organizza il campionato, ci ha però spiegato che è impraticabile e perché.
Sostanzialmente (l’intervista completa la trovate su Motosprint in
edicola) non ci sarebbero promoter e circuiti che facciano al caso nostro dove ci sono le condizioni per correre in inverno.
Un vero peccato, perché quello delle concomitanze tra MotoGP e SBK è un problema particolarmente sentito.

Jorge Lorenzo vuole la Honda. I dettagli della vicenda li trovate su Motosprint in edicola questa settimana; a me ha colpito che il pilota spagnolo voglia fare più o meno quello che ha fatto Rossi con la Yamaha. Prendere per mano una moto “perdente” e riportarla al titolo. In tutta fretta. Il ragazzo ha coraggio e intraprendenza. Mi piace.

Per dare il via al blog di Motosprint lo spunto ce lo regala il centesimo GP vinto da Rossi ad Assen.
Valentino è ancora lontano dal record di successi di Giacomo Agostini, ma chissà che non possa davvero arrivare a raggiungerlo a superarlo. Intanto nei mesi scorsi la FIM ha “alzato l’asticella” portando il primato di Ago da122 a 123 vittorie in virtù del successo nella 750 ottenuto in Germania nel 1977 in contesto diverso dai Gran Premi validi per il Motomondiale.
Risultato ripescato dall’oblio che oggi lo stesso Agostini rivendica come valido, dopo l’iniziale perplessità…
Poiché è palese che la vittoria sia stata ottenuto in campionato “extra” Motomondiale, viene da chiedersi se Rossi possa pareggiare il conto chiedendo di “mettere agli atti” il suo successo ottenuto nel 2001 alla 8 Ore di Suzuka, anche quella prova con validità Mondiale (Endurance).
Stefano Saragoni