
Riflessioni di fine anno. Cioè di un anno molto brutto e molto inquietante anche se si pensa al futuro. Già, il futuro. Quale sarà, quello della velocità? Difficile dirlo, perché sia la MotoGP che la Superbike sembrano messe come gli “spread” della Grecia, dell’Italia o della Spagna: roba da stare svegli la notte.
Questa è senza dubbio una delle epoche di maggiore confusione e incertezza. E se è dura tirare avanti per le aziende normali, lo è anche per quelle che gestiscono lo sport della velocità perché si soffre non solo la carenza di denaro (che è già una sciagura bella grossa!) quanto la perdita della fantasia, del pragmatismo, e dell’umiltà.
Di fronte ai team che barcollano, ai meccanici e ai piloti che vengono pagati quando si può, ai piloti che per correre devono portare la valigia (piena di soldi), alla crisi degli sponsor e degli spettatori, ci vorrebbero dei cervelli illuminati e fantasiosi capaci di superare gli interessi di bottega, le invidie, le ripicche. E le paure. I fratelli Flamini continuano a pensare che Carmelo Ezpeleta voglia mangiare la SBK (ed è un errore!), la Dorna continua a snobbare la Infront (altro errore!) però non riescono a non avere a che fare l’uno con l’altra. Ad esempio, da tempo la MotoGP fornisce alla SBK materiale “umano” (Biaggi, Checa, Melandri, tanto per citare solo alcuni esempi) e tecnico (la gestione elettronica dei motori, altro piccolo esempio). E adesso la MotoGP sta orientandosi sull’uso di parti derivate dalla serie (con le CRT) che è sempre stato il “credo” della Superbike, la quale in tante cose ha sempre avuto delle buonissime idee da esportare.
La Honda ha provato, il lunedì seguente il GP Italia, alcune modifiche apportate alla RCV ufficiali: nuovi software e un forcellone modificato per garantire maggiore stabilità nelle curve molto veloci, dove si resta piegati a lungo. Due dei suoi piloti, Stoner e Simoncelli, hanno realizzato tempi da paura. Va tutto bene, quindi.
La Yamaha invece ha lasciato il Mugello: niente prove per la 800, dopo avere annullato il primo test con la “mille”. Ma dopo avere vinto ad Assen e al Mugello, il morale è tornato alto. Insomma, la sfida continua.

Dunque la reazione è arrivata. E che reazione! Di fronte al disastro evidente, la Ducati non ha solo modificato la Desmosedici GP11, ma l’ha mandata nel museo. Almeno, quella di Valentino. Hayden userà la moto attuale fino a Laguna, poi avrà anche lui il modello nuovo. Invece i piloti “satellite” non vedranno niente se non a campionato terminato.
Quindi Valentino a partire da giovedì – primo giorno di prove del GP Olanda – porterà in pista la Desmosedici GP12, la “mille” del prossimo anno. Questa moto ha l’imbiellaggio e la parte termica modificati, per farla rientrare nella cilindrata. Per il resto, è la moto 2012 in tutto e per tutto. Quindi ha il nuovo telaio, l’inedita sospensione posteriore, il nuovissimo cambio di derivazione F1 (identico a quello che sta già usando la Honda sull’attuale 800).
Valentino Rossi ha clamorosamente sbagliato?
Casey Stoner ha fatto la scelta giusta?
Jorge Lorenzo alla fine li fregherà tutti e due?
A Valencia, dopo due giorni di prove in versione 2011, è stato inevitabile porsi anche queste domande, che sono tutte azzardate ma anche affascinanti. Non c’è ancora una risposta certa per nessuna delle tre domande, quindi non bisogna avere fretta nel giudicare.
Certo, Rossi che gira sui tempi di Karel Abraham (a pari moto) è un dato che lascia stupiti, così come è chiaro che il debutto “italiano” abbia deluso. Ma sia Valentino che gli uomini della Ducati sono apparsi molto tranquilli: questa due giorni di prove serviva solo
La MotoGP ha utilizzato 4 dei 6 giorni di prove invernali. Ritornando dalla Malesia, dopo la seconda sessione prevista prima dell’inizio del campionato, mi sono ritrovato a riflettere su un dato: in quattro giornate complessive di lavoro, Casey Stoner non è mai stato una sola volta davanti a Valentino Rossi. Quindi siamo di fronte ad un fatto inedito perché l’australiano di solito è il più veloce in questi casi, e lo è sempre dai primissimi giri.