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lunedì 12 dicembre 2011
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IL PRIMO LIMITE DELLA CRT

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edwardsblogenrico

Le CRT sono difficili da interpretare, anche perché ancora non si capisce quanto siano realmente indietro rispetto alla MotoGP, però si può già sollevare un problema: che senso ha permettere a un team di comprare il motore di una squadra rivale?

Facciamo un esempio. Sono ormai tutti concordi sul fatto che il motore dell’Aprilia sia il più adatto alle CRT. Infatti l’Aprilia lo vende (si dice al prezzo di 80.000 euro). Bene, se un team rivale vuole comprarlo, durante il campionato, lo può fare pagando solo 20.000 euro. Quindi che senso ha investire una simile cifra (80.000 euro) per poi vedersi “soffiare” il motore così facilmente?

Questo è il primo punto da cambiare se si vuole che le CRT abbiano uno sviluppo degno nel futuro. Quindi se si vuole che possano arrivare a competere almeno un po’ con le MotoGP, che sono lontane anni luce quanto a tecnologia e prestazioni (ma anche come costi…).

 
 

ducati_sbk

Riflessioni di fine anno. Cioè di un anno molto brutto e molto inquietante anche se si pensa al futuro. Già, il futuro. Quale sarà, quello della velocità? Difficile dirlo, perché sia la MotoGP che la Superbike sembrano messe come gli “spread” della Grecia, dell’Italia o della Spagna: roba da stare svegli la notte.
Questa è senza dubbio una delle epoche di maggiore confusione e incertezza. E se è dura tirare avanti per le aziende normali, lo è anche per quelle che gestiscono lo sport della velocità perché si soffre non solo la carenza di denaro (che è già una sciagura bella grossa!) quanto la perdita della fantasia, del pragmatismo, e dell’umiltà.
Di fronte ai team che barcollano, ai meccanici e ai piloti che vengono pagati quando si può, ai piloti che per correre devono portare la valigia (piena di soldi), alla crisi degli sponsor e degli spettatori, ci vorrebbero dei cervelli illuminati e fantasiosi capaci di superare gli interessi di bottega, le invidie, le ripicche. E le paure. I fratelli Flamini continuano a pensare che Carmelo Ezpeleta voglia mangiare la SBK (ed è un errore!), la Dorna continua a snobbare la Infront (altro errore!) però non riescono a non avere a che fare l’uno con l’altra. Ad esempio, da tempo la MotoGP fornisce alla SBK materiale “umano” (Biaggi, Checa, Melandri, tanto per citare solo alcuni esempi) e tecnico (la gestione elettronica dei motori, altro piccolo esempio). E adesso la MotoGP sta orientandosi sull’uso di parti derivate dalla serie (con le CRT) che è sempre stato il “credo” della Superbike, la quale in tante cose ha sempre avuto delle buonissime idee da esportare.