Motosprint

 
 
 
 

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Carlos Checa ha fama di perdente. Come è giusto che sia per un pilota che ha guidato solo moto ufficiali senza vincere niente. O quasi.
In fondo due successi nel Mondiale 500 non sono cosa da tutti. E lui li ha portati a casa, entrambi in Spagna, entrambi con la Honda, nel 1996 e 1998.
Secoli addietro… Pochi lo ricordano, probabilmente nemmeno lui (o fa finta di dimenticarsene) ma nel 2000 dopo sei GP era in testa al Mondiale.

 

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Valentino Rossi è stato il primo pilota ufficiale a tornare sulla “mille”.
Lo ha fatto venerdì 8 aprile, a Jerez, dove la domenica prima si era corso il GP Spagna, percorrendo una cinquantina di giri per cercare di capire quanto più possibile della la Ducati GP12, ed indirizzare il lavoro del reparto corse. È stata proprio la volontà di avere nel 2012 una moto più adatta alle sue esigenze a spingere Rossi a tornare in Spagna. Perché se è lampante che quest’anno la corsa al titolo sarà tutta in salita, Valentino nel 2012 vorrà potesi giocare le sue carte senza dover rincorrere.

 

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C’è qualcosa di personale. Casey Stoner non è sereno quando parla di Valentino Rossi, e si vede. La sua mancanza di stima è palese, il suo fare è sprezzante. Ogni occasione è buona per mandargli a dire, ma anche per sputargli in faccia, quello che pensa di lui. Come se oggi che Rossi è in difficoltà con la Ducati, fosse arrivato il momento di pareggiare vecchi conti in sospeso, di fargli pagare torti subiti in passato. Primo fra tutti (sempre che ce ne siano stati altri) il sorpasso di Laguna Seca al Cavatappi nel 2008, che destabilizzò Casey, caduto in errore pochi giri dopo e poi, a più riprese, anche nelle gare successive, così da perdere la sfida.

Rossi a Jerez ha sbagliato, è sacrosanto, e chi ha pagato più caro il suo errore è stato Stoner, così la rabbia dell’australiano ci sta tutta. Però quando Valentino è andato a scusarsi nel suo box a fine gara (con il casco in testa, sarebbe stato più elegante se lo avesse tolto, prima di entrare) Casey lo ha accolto con un sorriso sarcastico e parole durissime: «La tua ambizione è più forte del tuo talento».