
Sparare sulla MotoGP, per il direttore di una testata (cartacea e web) che si occupa di sport motociclistico è sicuramente darsi la zappa sui piedi. Però, in tutta onestà, questa MotoGP non mi appassiona e mi preoccupa.

Non inzuppo il biscotto nella crisi nera in cui è finito Noriyuki Haga. Troppo facile sparare su un pilota che da anni insegue vanamente un titolo a cui probabilmente non arriverà mai. Pilota coraggioso e talvolta sciupone, ha dato un sostanzioso contributo al successo della Superbike, mettendo in pista stile aggressivo, personalità, un pizzico di follia e una fragilità latente uscita allo scoperto. Un nemico difficile da affrontare.

Domenica in Sudafrica si corre il sesto round del Mondiale Superbike.
La MotoGP, invece, complici le bizze del vulcano islandese che ha fatto posticipare a ottobre la gara giapponese, a metà maggio è ferma a miseri 2 Gran Premi. Un assaggino.
Si recupererà sciroppandosi tutta d’un fiato un’intera stagione: 16 gare in poco più di 5 mesi. Dopodiché andremo incontro a un digiuno lungo eterno, tantopiù che i test sono stati ridotti all’osso. Mi pare una bella sciocchezza, e mi chiedo perché mai la MotoGP, che fa tappa in paesi dove c’è sole e caldo quando in Europa è pieno inverno, non sia capace di diluire un po’ meglio il suo calendario. Il campionato potrebbe solo guadagnarne.
Stefano Saragoni
Scrivevo qualche giorno fa che la MotoGP avrebbe bisogno di uno scossone, che potrebbe darle solo la decisione di uno dei “Fantastici 4″ in scadenza di contratto di lasciare la attuale squadra per sposare una nuova causa.
Ebbene, lo scossone è arrivato, o quantomeno in arrivo. Casey Stoner, campione del mondo 2007, da quattro anni bandiera Ducati, ha in mano un’offerta della Honda cui deve solo rispondere sì. Tre anni di contratto con la Casa costruttrice numero uno al mondo.
Jorge Lorenzo ha trovato in Valentino Rossi non solo il suo riferimento sulla pista, l’avversario da battere, il campione da spodestare dal trono della MotoGP. Ne ha fatto anche l’oggetto di un confronto a tuttocampo che appare fin ossessivo. Rossi è tifoso dell’Inter? E lui diventa un supertifoso del Barcellona. Rossi inventa scenette per celebrare le vittorie? Lui fa lo stesso. Anzi, di più.