Con Genova e Bologna si è chiusa ufficialmente la stagione 2009. Il Motor Show in versione ridotta per la crisi ha fatto il pieno di pubblico e una volta di più ha dimostrato quanto le attività dell’Arena sportiva richiamino a dispetto della blasonata esposizione automobilistica quest’anno praticamente assente. Gran bel pubblico anche a Genova per un Superbowl che si è visto penalizzare dalle assenze di Stewart prima e di McGrath poi. Assenze che si sono fatte sentire dal pubblico ma che non hanno impedito a Brayton e Grant di fare spettacolo e soprattutto a Fabien Izoird di bissare il titolo europeo di Supercross. A questo punto bisogna porsi una domanda: si segue più il personaggio o l’evento? Può sembrare una domanda leziosa ma in realtà ha il suo perché. Se da una parte è vero che Valentino Rossi richiama gente qualunque cosa faccia (in questo caso si dà ragione a seguire il personaggio), dall’altra è altrettanto vero che un personaggio diventa tale quando vince una manifestazione di prestigio.
Quindi per evitare il classico gatto che si morde la coda ed uscire da un meccanismo che va bene per la televisione, ma che difficilmente si applica agli eventi, dobbiamo, a mio parere, distinguere fra pubblico generalista e specializzato.
Nel primo caso va bene tutto e Rossi in questo caso è l’eccezione e il numero 1 a livello planetario. Per il pubblico specialistico invece è importante porre l’accento sull’evento, sulle sue qualità tecniche, sul contenuto agonistico, su duelli che tengono con il fiato sospeso. Per gli amanti delle ruote artigliate, che in larga parte è un pubblico praticante, occorrono i contenuti, occorrono i piloti, occorre una gara di quelle vere. Poco importa se dietro il cancello si schierano anche il Gabibbo, Capitan Ventosa o la bella velina di turno. Nel Cross occorrono quelli veri, quelli che si sacrificano, quelli che hanno talento e fame di vittorie. Sono quelli che conquistano il pubblico. Nel caso del Supercross europeo in particolare sembra che questo concetto lo abbiano capito bene i francesi e poco gli italiani. Comprendere che chi va forte nel Supercross va forte ovunque sembra difficile da digerire per i nostri che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato questo challenge al predominio dei transalpini. Un peccato. Perché poi sono loro, i francesi, che vanno negli States a sfidare gli americani e forse non a caso, sono loro che dominano il mondiale dei giovani, quello della MX2. Cairoli e Philippaerts vanno benissimo così, ci mancherebbe, ma dopo di loro?
La Fmi ha capito ed ha iniziato con i giovanissimi, speriamo che anche i team e gli addetti al settore si sveglino e investano sulle nostre promesse. Monticelli, Cucini e Salina (il podio rookies dell’Europeo) in questo senso sono di buon augurio.
Giulio Gori
secondo me nn guarda ne la gara e ne le moto ma guardano le gnocche che tengono l’ombrello <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3
Quindi per evitare il classico meccanismo che va bene solo per la televisione, e sempre più difficilmente si applica agli eventi, dobbiamo, a mio parere, divulgare sempre di più (fra tutto il pubblico) tutti, ma proprio tutti gli sports motoristici non dimenticando neppure la motonautica.
Io parlo solo per quello che seguo di più - anche perchè un non-crossista per seguire le ruote artigliate deve aspettare Motosprint in edicola - cioè le gare di velocità: ne ho le tasche ben piene del cosidetto pubblico generalista che si irrita se inquadrano qualcun altro che non è Rossi alle gare in tv.
L’avete vista la sezione “Speciali” di Sportmediaset.it?
Ecco, saranno esigenze dei generalisti…
“quelli che anno talento”
![]()